"Perché non è che me la cavi molto bene senza di te."

Terribile Bebè,
mi piacciono le sue lettere, che sono dolci dolci, e mi piace lei che è pure dolce dolce.
È bon bon, ed è vespa, ed è miele, che è delle api e non delle vespe, e tutto va bene, e il Bebè deve scrivermi sempre, anche se io non scrivo, che è sempre, e io sono triste, e sono matto, e nessuno mi vuol bene, e perché dovrebbero volermene, proprio così, e siamo daccapo, e credo proprio che oggi le telefono, e vorrei baciarla sulla bocca, con passione e ghiottoneria e mangiare i bacini che vi sono nascosti, e poggiarmi sulla sua spalla e arrivare alla tenerezza dei colombi, e chiederle scusa, ma scusa per finzione, e ricominciare molte volte, e punto e daccapo per poi rincominciare, […] e ora la smetto perché sono matto e lo sono sempre stato di natura, che è come dire dalla nascita, e mi piacerebbe che tu, Bebè, fossi una bambola, e io farei come un bambino, ti spoglierei, e il foglio finisce qui e pare impossibile che tutto questo sia stato scritto da un essere umano, invece l’ho scritto io.
Fernando

Fernando Pessoa, squisito, scrive a Ofelia Queiroz. (via ggazelle)  (via dreams-in-my-sky)

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