Ἰφιγένεια

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Anonimo ha chiesto: Su cosa hai fatto la tesina? (:

Dualismo dell’animo umano dal mondo antico a Freud.
:)

easyasakiss:

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(via easyasakiss)

"An epiphany (from the ancient Greek ἐπιφάνεια, epiphaneia, “manifestation, striking appearance”) is the sudden realization or comprehension of the (larger) essence or meaning of something. The term is used in either a philosophical or literal sense to signify that the claimant has “found the last piece of the puzzle and now sees the whole picture,” or has new information or experience, often insignificant by itself, that illuminates a deeper or numinous foundational frame of reference."

- (via duepuntiasterisco)

(via pannolenci)

ifigeniadalvisovelato:

Odore di carta.
Di inchiostro.
Tasti rotti di una vecchia macchina da scrivere.
Una libreria che odora di fogli e ricordi sparsi.
Un gatto nero come un cuore di tenebra, che parte per l’isola misteriosa, e vuole insegnare a una gabianella come si vola.

"Niente, non aspetto più niente da te, cielo,
Dovunque mi aggrappi cado con fragore
Dal tuo tetto d’aria colmo di conchiglie
Dal mazzo arrugginito delle tue stelle;
Una luna spropositata sorge in me
S’ingrossa minacciosa sui miei crinali
Sorgerà un plenilunio a frantumarmi."

- Antonis Fostieris, Il plenilunio (via luomocheleggevalibri)

KA (Eg)

Gli Egizi distinguevano l’uomo in tre elementi: il corpo, l’anima e il Ka, che faceva intima parte della persona e svolgeva compiti spirituali. Si può affermare che era qualcosa di simile al Genio dei Romani e al Daimon dei Greci.

Un vaso pieno di buio, Mito dei Pellirosse.

Molto tempo fa il Sole stava sempre nel cielo. La Notte non esisteva: i Pellirosse dormivano nelle loro tende, ma fuori era sempre giorno. Una vecchia teneva la Notte chiusa in alcuni vasi e non faceva avvicinare nessuno. Mokwanì, un giovane della tribù che correva straordinariamente veloce, tentò di prendere la Notte alla vecchia. Andò dalla vecchia e, chiamandola nonnina, le chiese di poter avere la Notte. La vecchia trovò Mokwanì gentile, gli mostrò i vasi e gli disse di sceglierne uno. Il ragazzo scelse il più grande, lo apri e ne uscì la Notte con i gufi e i pipistrelli. Poi corse al villaggio portando con sé il vaso da cui usciva ancora il buio. Da allora l’oscurità del vaso basta per tutte le notti del mondo.

j. Bierhorst, Miti Pellirosse, TEA

pianoandharpsichord:

Claude Debussy

Deux arabesques, L. 66, 1. Andantino con moto